Smart working: la nostra piattaforma per lavorare (bene) a distanza.

In questo periodo particolare di emergenza coronavirus, ci siamo fermati a fare una riflessione su come sta cambiando il lavoro, in particolare il nostro.

Circa 570mila italiani in questo periodo, hanno riscoperto la parola Smart Working. Il Ministero del Lavoro lo definisce “una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività”.

Lo smart work prevede spesso il coordinamento di più persone dello stesso team, strumenti che devono essere disponibili su pc e smartphone e che devono favorire la condivisione e la modifica dei dati in tempo reale, qualcosa che va oltre il mandarsi una mail o scrivere in un gruppo di WhatsApp. Possiamo pienamente affermare che per noi questo è il più grande esperimento di smart working mai messo in atto. In una situazione come questa, che è una vera e propria emergenza, ci ritroviamo ad organizzare il nostro lavoro in una sorta di bacheca virtuale.

Grazie a Google G-Suite siamo riusciti a creare una sorta di solidarietà digitale in una suite di tool software e strumenti di produttività e collaboration, che ci permette di immagazzinare ogni tipo di file o cartella e renderla condivisibile tra tutti; possiamo creare un documento che può essere modificato in tempo reale da più persone e lo stesso vale per i fogli di calcolo e presentazioni. Con Calendar possiamo tenere uno scadenziario aggiornato per tutti i membri di un gruppo di lavoro e fissare delle teleconferenze su Hangouts. Non ci si improvvisa, infatti, azienda che fa smart working (e Covid-19 purtroppo lo sta rendendo evidente): per essere davvero smart, ciascuna organizzazione deve adottare principi e policy organizzative tali da promuovere quello che è un vero e proprio cambiamento culturale.

L’organizzazione che permette di fare smart working deve far leva su valori quali l’autonomia correlata alla responsabilizzazione ed essere imperniata su flessibilità e autonomia personali. D’altra parte, i criteri di valutazione del lavoro non possono più essere legati al tempo o alla presenza in ufficio, ma alla qualità e alla velocità di raggiungimento degli obiettivi. Si tratta perciò di sapere coinvolgere i dipendenti, rivedere l’organizzazione gerarchica e così via. La sfida del lavoro agile è nella trasformazione che richiede a modelli manageriali che nel nostro paese faticano ad evolvere.

La speranza è che i dati sempre più convergenti spingano i decision maker a intraprendere questa strada con maggiore convinzione.

Per maggiori informazioni sull’utilizzo della G – Suite contattaci qui: balice.enterprise@lum.it

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